Project Description

Comunicare argomenti importanti e di grande impatto sociale non è sempre affare semplice. Spesso è necessario mettere in campo una buona dose di creatività e riuscire a raccontare una “storia” in maniera credibile e, perché no, in una modalità sorprendente e memorabile.

È proprio questo il caso della rivista neozelandese di design e architettura “Home magazine” e della campagna contro la violenza domestica “It’s not Ok”. La geniale campagna si presenta, all’occhio del lettore, come un come un comune articolo –  strategicamente intitolato “Paradise Hill” – su una nuova e moderna villa, con la consueta foto di presentazione dell’esterno dell’abitazione, corredato dal testo che racconta la storia dei proprietari, la famiglia Ashworth.

L’apparenza, però, spesso inganna. Diversi particolari nella sequenza di foto che raffigurano gli interni della casa sono decisamente fuori posto: uno schizzo di sangue sul muro, una sedia rovesciata, un piatto rotto a terra, un tavolino distrutto. Piccoli segni, inseriti in un contesto di lusso e  eleganza, che incuriosiscono il lettore e lo spingono a cercare un chiarimento pagina dopo pagina.

Solo alla fine dell’articolo viene data una spiegazione. In un piccolo paragrafo, posto alla fine del testo fittizio, viene infatti svelato il mistero dei messaggi nascosti: La violenza domestica può avvenire in ogni casa.

La campagna “It’s not Ok” trova dunque una maniera apparentemente indiretta per toccare l’argomento, ma che proprio grazie alla sua presentazione costellata di messaggi nascosti, costringe l’osservatore a mettere insieme i diversi pezzi del puzzle creando coinvolgimento e anche grandi risultati in termini di dibattito sociale (oltre che social).

La campagna su “Home magazine” ha infatti raggiunto quasi un terzo della popolazione neozelandese, riportando al centro dell’attenzione il delicato tema della violenza domestica. Il giudizio dato dalla maggior parte dei lettori è univoco: un concept davvero interessate e difficile da dimenticare.