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Conad e la federazione nazionale parafarmacie raccolgono firme per la liberalizzazione dei farmaci di classe C.
Il motivo? In parafarmacia ci lavorano i farmacisti.

Roma, 7 Novembre – Conad e Federazione Nazionale Parafarmacie lanciano una petizione da sottoporre al Ministro Beatrice Lorenzin e a Federica Guidi Ministro per lo sviluppo economico perché la liberalizzazione del mercato che ha consentito alle parafarmacie di vendere i prodotti OTC sia estesa anche ai prodotti di classe C.Le ragioni che sostengono l’iniziativa sono molteplici. I dipendenti delle parafarmacie sono per la maggior parte farmacisti, in grado dunque di offrire un servizio qualitativamente sovrapponibile a quello delle farmacie: “I nostri farmacisti sono iscritti allo stesso Albo professionale, hanno conseguito la stessa laurea, hanno uguale ruolo e competenze rispetto a coloro che lavorano nelle farmacie” dichiara Davide Gullotta, presidente della Federazione. Conad con le sue 100 parafarmacie gestite da oltre 400 farmacisti sostiene in partnership questa iniziativa schierandosi dalla parte del consumatore che dal nuovo assetto ricaverebbe una potenziale opportunità di risparmio, “I cittadini hanno diritto a poter risparmiare e Conad, da anni, promuove e sostiene ogni possibilità che vada nella direzione di creare vantaggi per loro” queste le parole di Francesco Pugliese, Amministratore Delegato Conad. La joint venture tra Conad e la Federazione Nazionale Parafarmacie potrebbe scombinare decisamente le carte sul tavolo del mercato farmaceutico introducendo logiche tutte nuove per gli attori in campo. Quello della classe C è un mercato che vale 2,9 milioni di euro e che, qualora fosse liberalizzato, porterebbe un risparmio ai consumatori stimato tra i 500 e i 900 milioni di euro. Il peso specifico della manovra è dunque quello che sembra e che pare giustificare la determinazione dei suoi promotori. Ne vedremo delle belle insomma.