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Cosa accade quando il cinema incontra l’advertising? Quando due mondi, così lontani e vicini, parlano tra di loro? Non si tratta di pubblicità occulta, ma di quando un brand usa il linguaggio di un film, piuttosto che un attore, come espedienti per farsi pubblicità. Ingredienti del grande schermo e della comunicazione advertising si mixano per un cocktail molto interessante e, a volte, difficile da calibrare. Si potrebbe quasi dire che l’accoppiata è vincente quando almeno uno dei è un classico, un film intramontabile o un brand top of mind, per cui bastano due o tre elementi e vengono riconosciuti.

Il primo caso è la campagna di Coca Cola Mini, in cui intervengono due “big” appunto: Ant-man e Hulk in una lotta all’ultima distruzione di palazzo per accaparrarsi la mini lattina rosso bianca. Sometimes you just want a little recita lo slogan finale. Il colosso Coca ha fatto una scelta di concept pensata, sposando l’altro grande gigante americano che è la Marvel per sponsorizzare la sua linea littler.

 

Storia simile è Mc Café, sponsor ufficiale del Toronto International Film Festival 2015. McDonalds si è decisamente divertito: cinque spot, cinque cult movie, un solo attore protagonista. Il classico, o tostato, o decaffeinato, ma pur sempre, chicco di caffè nel ruolo di:

 

Great coffe, great movie dice la frase di chiusura dei cinque corti. Fatto sta che la chiave del successo di queste campagne sembra proprio puntare su i classici di sempre, che tra l’altro, è stato il titolo della campagna Algida 2015. Inaugurata per festeggiare i 70 anni dell’azienda, è un vero e proprio omaggio alla sua linea tradizionale: il Liuk, il Cremino, il Croccante e il Fior di Fragola. Per il primo, in particolare, l’immancabile citazione che ha fatto la storia del cinema: «Liuk sono tuo padre», con tanto di limone parlante. Semplice ma efficace.

 

Anche la campagna Mediaset Premium del 2011 giocava sulla combinazione tra cinema di successo e scenette famigliari associate tra di loro da un doppio senso, magari anche marginale, ma in grado di produrre un risultato ironico e un senso di brand affinity. L’equilibrio da creare tra cinema e brand advertising non riesce sempre. Un articolo del Post segnala questo esperimento di uno studente della Miami Ad School di Berlino che su Tumblr associa frasi prese da Il Signore degli Anelli a brand mostri sacri. Non sempre l’associazione riesce, per il semplice fatto che non tutti sono così appassionati della sceneggiatura del film di Jackson. Vedi l’esempio di Skype: «Dite amici ed entrate!», molto bella…ma alzi la mano chi si ricorda la scena esatta da cui è tratta la battuta?

 

Carini, invece, i post su Red Bull che per il suo “ti mette le ali” viene associato dal ragazzo a una delle scene madri di Titanic, e su Jeep: Roads… where we are going we don’t need roads. La grafica rosso blu con la freccia segmentata aiutano a riportare alla memoria la frase celeberrima di Doc in Ritorno al futuro II.

 

Concludiamo con due case automobilistiche: Fiat e Jeep. Cosa succederebbe se Dereck Zoolander a bordo di una Fiat 500X Crossover venisse “stregato” da un velox del traffico tanto da ripetere decine e decine di volte la sua mitica posa Blue Steel? È esattamente così che si è sbizzarrita la campagna Fiat in USA per l’anteprima di Zoolander 2.

Mentre Jeep modello Renegade ha osato con Batman v Superman – Dawn of justice per lo spot “Into the storm”. Qui il concept di fondo è arrivare dove nessuno sarebbe in grado di arrivare, con un Ben Affleck (alias Batman) a bordo di una jeep Renegade pronto a salvare la sua città.